OpenMoko e NeoFreerunner: a che punto siamo…
Fonte: www.fradeve.altervista.org
Dopo l’entrata in vendita (meno di un mese fa) del NeoFreerunner, il primo palmare/telefono completamente open-source, finalmente anche qualche italiano ha cominciato a ricevere a casa il magico pacchettino nero, contenente la straordinaria saponetta elettronica che farà felice moltissimi smanettoni ed amanti del Software Libero.
Ci sono una serie di rivelazioni/novità del tutto sconcertanti: comincio da quelle più “banali” per arrivare alle più “succose”. Molte notizie sono conosciute già da secoli, ma questo post è un vero e proprio brainstormig…
Statistiche
1) Secondo le statistiche di Giugno del Wiki di OpenMoko (wiki.openmoko.org) l’Italia è al 3° posto nel mondo per “interesse” nei confronti del palmare, con 5177 visite al giorno, preceduta da Germania (14666) e USA (17243). Dietro l’Italia troviamo Francia, Regno Unito, Taiwan e Cina. Sono sbalordito da un così imponente interesse nel nostro Bel Paese, è un segnale molto positivo.
Vendite
2) In 2 giorni il Neo Freerunner è andato completamente esaurito in *tutti* i negozi d’Europa (i distributori erano 4!). Secondo alcuni calcoli sulla mailing list ufficiale, se ne sono venduti in 10 giorni più di 10.000…. spaventoso.
Sviluppo
3) Secondo un sondaggio, la piattaforma di sviluppo OpenMoko è al 2° posto in assoluto come preferenza da parte degli sviluppatori, dopo Android di Google; segue Windows Mobile; Symbian all’ultimo posto. [Ho perso il link, quindi scusate se non vi cito la fonte; ve ne parlo sulla fiducia]
Funzioni
4) Cosa può fare attualmente il Neo Freerunner con OpenMoko: tutto. Telefona, manda SMS, copia la rubrica ed i contatti direttamente dalla SIM, funge da navigatore GPS con mappe vettoriali (OpenStreetMap) ed anche con fotografie aeree; naviga nel web con connessione Wifi e si collega ad altri dispositivi tramite Bluetooth. Grazie a Cerebro [http://lyme.media.mit.edu/cerebro/index.php/Welcome_to_Cerebro] permette di creare reti mesh Wifi senza necessità di connessione ad internet, permettendo ai Neo di comunicare fra loro e scambiarsi dati. Inoltre funzionano benissimo anche le altre applicazioni come l’agenda, il lettore di feed RSS, ecc ecc
Ambienti software
5) Tra gli aspetti più interessanti, non comuni a nessun altro palmare/telefonino, è la presenza di *molti* ambienti “desktop”. Il Neo viene distribuito con il rilascio di OpenMoko 2007.2, un’interfaccia basata su GTK che svolge egregiamente tutte le funzioni per cui è stato programmato. Tuttavia, sono in lavorazione un’interfaccia basata su Qtopia, che integra Gtk, Qt ed e17 (le librerie di Enlightment9), chiamata ASU (April Software Update) ed un’ulteriore ambiente ancora completamente work in progress chiamato FSU, il cui obiettivo è semplicemente avere una stabilità pazzesca (non che il 2007.2 non lo sia, eh).
Batteria
6) Grazie ad una patch, la batteria con lo stack FSU raggiunge le 21 ore di durata
Secondo gli sviluppatori, ci sono in cantiere altre modifiche al sistema che ne allungheranno ancora di più la vita. Per il momento la vita media di un Neo Freerunner si aggira intorno alle 6 o 7 ore.
Componenti aperte
7) Il Neo Freerunner, essendo completamente aperto, non sopporta l’hardware proprietario. Niente POP-port come nei Nokia Serie 60 per gli spinotti, ma un meraviglioso jack da 2,5 mm per le cuffie e una stupenda porta micro-USB per collegarlo al pc. La batteria in dotazione con il palmare è la BL-5C, usata nei Nokia Serie 60 (come il 6600 o il 6630) e comprarne una “compatibile” costa solo 5€, motivo per cui non c’è da preoccuparsi se - attulmente - la batteria dura così poco.
Penne USB
La porta USB del Neo è alimentata: ciò significa che è possibilissimo collegarci una penna USB (con apposito adattatore USB-microUSB) e utilizzare i dati in essa contenuti (anche se gli sviluppatori avvisano che ciò potrebbe diminuire sensibilmente la vita del palmare… certo, se avete una batteria di scorta è tutto più semplice).
Librerie grafiche
9) OpenMoko, lo dò per scontato, è un sistema GNU/Linux, con tutto ciò che ne consegue: sono supportati Python, Perl, C++ ed altri linguaggi di programmazione sia compilati che interpretati. Sono supportati Gtk+, Qt ed e17, quindi ci si può sbizzarrire con il software libero e con il porting di software già esistente.
Il prezzo in Italia
10) Grazie ad una azienda italiana, il Neo Freerunner entrerà in vendita in Italia dal 1° settembre, alla modica cifra (e dico sul serio) di 329€ + 10€ di spedizione. Nel prezzo, oltre al palmare, è inclusa una custodia in neoprene e le cuffie con jack da 2,5 mm. Nella confezione, oltre agli oggetti appena citati, sono presenti: un cavo USB-microUSB per connettere il palmare al PC; un adattatore per ricaricarlo dalla presa elettrica, con ulteriore adattatore per prese europee/inglesi ed una microSD da 512 Mb. Nel prezzo è compreso un servizio “DebugBoard on call service” per l’affitto settimanale delle debug-board.
Il GPS
11) Oggi è stato scoperto un bug nell’hardware del Neo Freerunner; si tratta di un EMC derivante dallo slot che contiene la microSD e che interferisce con il ricevitore GPS, che non riesce (o in alcuni casi ci mette moooolto tempo) ad agganciarsi ad alcun satellite. Fin quando gli sviluppatori non troveranno una maniera per fare fronte al bug (ovviamente la risoluzione dovrebbe arrivare dal software non da una modifica dell’hardware) il problema può essere risolto rimuovendo la microSD quando bisogna usare il GPS (lo so, è una proposta indecente perchè nella microSD possono essere salvate tutte le mappe necessarie alla navigazione) oppure utilizzando un’antenna GPS esterna via bluetooth. Comunque, non in tutti i casi succede quanto descritto sopra, ad alcuni sembra funzionare bene. Aspettiamo fiduciosi ulteriori sviluppi sul tema.
La navigazione satellitare
12) In compenso, sono stati elaborati software semplicemente magnifici per la navigazione GPS su OpenMoko: sto parlando di gvSIG, tangoGPS, che supportano mappe da OSM, e foto aeree da OpenAerialMap.org e Maps-For-Free.org. Questi programmi sono l’ideale anche per tutti i mappers che vogliono cimentarsi in OSM.
I browser
13) OpenMoko ha un browser integrato WebKit ed è già stato inoltre testato Firefox per dispositivi mobile, che prende il nome di “Minimo Web Browser“, e funziona benissimo.
Java
14) OpenMoko adesso, grazie allo sviluppo di Jalimo, supporta anche Java: è anche per questo che gvSIG gira sul palmare. Con questo porting di Java, si apre un mondo di possibilità!
Design aperto e creatività
15) I file CAD con cui sono progettate le mascherine di plastica che ospitano e contengono l’hardware del Neo (il “case” o “chassis”, per capirci) sono sotto licenza Creative Commons, e sono liberamente modificabili e ridistribuibili. Uno studente di design industriale in uno stage all’OpenMoko, ha progettato una stupenda guaina, una cover in plastica per il palmare, che gli conferisce un aspetto veramente robusto e resistente, quasi come gli astucci dei telecomandi. Non ci vorrà molto che qualche azienda non approfitti dell’idea e ne produca dei modelli reali, mettendoli in commercio. I vantaggi dell’hardware libero ![]()
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