Il nuovo Sun xVM VirtualBox? È spettacolare!
Fonte: Federico Moretti
Ed è tale per svariate ragioni, prima fra tutte la possibilità di virtualizzare sistemi a 32-bit in un host a 64-bit, ovvero la feature che - personalmente - mi consentirà d’abbandonare definitivamente il dual boot. Ma, questioni individuali a parte, è finalmente disponibile la cd. “seamless virtualization“, ovvero la possibilità di lanciare singole applicazioni della macchina virtuale, senza la necessità d’avviarne l’intero sistema.
Non è tutto: nella versione “closed“ (quella OSE, infatti, non è ancora disponibile nei repository ufficiali di Ubuntu/Hardy) è stato introdotto il supporto a USB 2.0 e, più in generale, è stato introdotto un migliore sfruttamento delle risorse di sistema effettivamente esistenti. Tant’è vero che, presumibilmente, sarà possibile usare il compositing anche sulla macchina virtuale!
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